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Plan de Corones

Plan de Corones

Recensione

Impianti sciistici

Meteo e situazione neve

Foto neve

Sembra che un’abile mano l’abbia disegnato e plasmato apposta per lo sci. Ma ovviamente, è tutto naturale, il Plan de Corones… Il ‘panettone’ delle Dolomiti, cuore sciistico dell’Area Vacanze Plan de Corones-Alto Adige (13 località tra lo spartiacque alpino e le Dolomiti: Brunico/Perca, San Vigilio di Marebbe, Valdaora, San Lorenzo, Val Casies/Monguelfo/Tesido, Falzes, Rasun in Valle d’Anterselva, Chienes, Terento, Gais/Villa Ottone e San Martino in Badia). Una morbida montagna, dolce e tondeggiante, sulla quale le piste da sci – 105 km – trovano spazi e pendenze ideali: ampi e aperti prati innevati in alto, dove il Plan raggiunge la ragguardevole altezza di 2275 m, boscose pendici un po’ più ripide verso i fondovalle, ideali per lo sviluppo di lunghe piste stimolanti, dai dislivelli importanti, ma sempre sicure e divertenti.

Il Plan de Corones è un belvedere sulle Dolomiti e su tutto l’arco alpino, a 360 gradi. Come lascia intuire il suo nome ladino, il pianoro sommitale sembra proprio ‘incoronato’ da una sequenza di cime. Ci si può sbizzarrire a riconoscerle: verso ovest e nord la cresta di confine con l’Austria, con le Stubaier Alpen fino alle Oetztaler Alpen e all’Ortles, le Zillertaler Alpen e le Vedrette di Ries. Dal lato opposto, le Dolomiti: al di là della Val Badia svetta il ‘dente’ del Sasso di Putia; e poi, Sella, Marmolada, Tofane, Pelmo.

Le tre esposizioni privilegiate del Plan de Corones verso i diversi centri gravitanti sull’area sciistica – Brunico, Valdaora, San Vigilio di Marebbe (quest’ultimo, il paese del detentore della Coppa del Mondo 2007-2008 in slalom, Manfred Moelgg) – da cui salgono gli impianti principali, oltre a garantire sempre neve ottima in tutte le condizioni, permettono di ‘rincorrere’ il sole e di godere della luce ideale per l’intero arco della giornata. E di saggiare le diverse caratteristiche tecniche dei vari versanti. Mai uguali tra loro.

Hi-tech e natura, innovazione e tradizione

Grazie anche a questa morfologia privilegiata, non a caso il Plan de Corones – una delle 12 zone del Dolomiti Superski – si è affermata negli anni come una delle stazioni sciistiche più ‘hi-tech’ d’Italia e d’Europa. Alta tecnologia applicata all’innevamento delle piste, alla manutenzione, ai sistemi di sicurezza e agli impianti di risalita, il tutto senza però snaturare la tradizione, che ancora domina le valli dolomitiche di Pusteria e Marebbe.

Sciare a Kronplatz

Qui l’innevamento programmato, già parecchi anni fa, è stato il primo in Italia a coprire l’intera superficie delle piste, grazie a un innovativo sistema computerizzato, a condotte sotterranee, a opportuni bacini d’invaso e ad altri accorgimenti che non sottraggono risorse idriche al delicato ecosistema montano (né immettono sostanze estranee: la neve dei cannoni è fatta di… acqua, che anzi viene ‘restituita’ più lentamente durante il disgelo). A ciò si associa un know how davvero unico in fatto di gestione della neve e di manutenzione delle piste, curate ogni giorno da 250 operatori con 32 gatti delle nevi, tanto che il Plan de Corones è una nota “case history” spesso visitata dagli addetti ai lavori di altre stazioni.

E non a caso, nonostante l’altitudine rispettabile ma normale (dai 950 metri di Riscone, nei pressi di Brunico, ai 2.275 metri) Plan de Corones garantisce uno dei periodi di apertura certa più ampio delle Alpi: mediamente oltre 140 giorni l’anno; e questa stagione, sarà aperto dal 29 novembre 2008 al 19 aprile 2009. Insomma, al Plan de Corones, le ansie sul (presunto) riscaldamento climatico proprio non esistono…

Da record anche l’evoluzione dell’impiantistica, terreno in cui la stazione è stata ed è laboratorio d’innovazione per l’industria sciistica nazionale. Qui sono comparse le seggiovie ad agganciamento automatico già quasi trent’anni fa, poi vennero via via gli impianti coperti ad altissima portata e comfort, come le seggiovie 6 posti con cupola, o le cabinovie da 8, 12 e 15 posti: ora gli impianti di risalita di ultima generazione (20 telecabine, 6 seggiovie e solo 5 sciovie in zone più defilate adatte per esercitarsi o per famiglie) coprono l’intera dotazione, per una capacità oraria di 64.000 persone. Con una potenza impiantistica del genere, che le ‘code’ qui siano solo un ricordo è già un dato quasi scontato. Meno scontato, il fatto che in pista non si registrino assembramenti: un po’ perché i tracciati sono molto larghi, un po’ perché sono davvero tanti, e anche nelle giornate di punta, i 10-15.000 sciatori presenti contemporaneamente non si notano, perché si disperdono sui vari versanti…

Esperienza totalizzante sci ai piedi

il ‘panettone’ di Plan de Corones è la location perfetta di un grande carosello sciistico ‘modulare’, in cui tutti trovano pane per i loro denti (o meglio, neve per le loro lamine). La parte alta, in campo aperto fuori dal bosco, in pratica è tutta sciabile e battuta, e presenta pendenze non accentuate, con divertenti avvallamenti e salti. Per esempio, ci si può ‘scaldare i muscoli’ nelle piste Belvedere e Sole, nomi che sono tutto un programma. La conformazione della montagna ha poi permesso la creazione di ben 5 tracciati fino a valle, tra i 5 e 7 km di lunghezza, e tra i 1000 e i 1300 m di dislivello – dati difficilmente riscontrabili nelle Alpi Orientali. Anche la concentrazione di piste nere non ha eguali in tutte le Dolomiti: l’area vanta il primato sia come lunghezza totale di pista nera (26 km, pari al 25% del comprensorio) che di pendenza (punte oltre il 60%).

Sciare a Plan de Corones

Il versante più impegnativo, esposto a nord, e quindi spesso in ombra o con sole radente, è quello affacciato su Brunico. Consigliabile di mattina per trovare neve tirata a lucido. Qui, dove la neve è sempre farinosa o compatta, ci aspettano la nera Sylvester, 5 km serpeggianti nel bosco per un dislivello di circa 1300 m, o la sua gemella Herrnegg, ancor più ripida. Fantastica la sensazione: sembra di volare su Brunico e sulla valle, che qui dall’alto sembra una visione tratta da Google Earth…. In realtà, sono piste che possono dare problemi più per la loro lunghezza e continuità, che mette a dura prova le gambe, che per i picchi di pendenza, che comunque sulla Herrnegg toccano il 60%. Chi vuole limitarsi a ripetere i tratti iniziali alti, più abbordabili, non deve scendere fino a valle, ma può utilizzare il secondo tronco delle cabinovie Kronplatz II o Gipfelbahn.

Mediamente impegnativo (e più soleggiato la mattina) è il versante di Valdaora, esposto a nord est: sono prevalentemente piste blu e rosse, assai piacevoli e varie, adatte a ‘tirare’ curve veloci, come per esempio la “Marchner”, mentre la “Olang” è la pista principale che arriva fino a valle, una rossa che richiede invece un po’ più di calma, essendo anche lunga ben 6,5 km.

bimbi sugli sci a Plan de Corones

Più dolce (ma con varianti impegnative), e con soleggiamento vario è invece il versante verso il passo Furcia e San Vigilio: si può optare per la larghissima pista Furcia n. 9 o per la Furcia 12, più decisa. Nei pressi del passo Furcia sarebbe prima da non perdere la deviazione sulla pista Pre de Peres, che ha neve farinosa in qualsiasi giorno della stagione e a qualsiasi ora. Poi, fino al paese di San Vigilio, sono ben 6 km, su un tracciato che si addolcisce via via fino a sfociare nella pista Col Toron e nella ‘storica’ pista Miara, una sorta di immenso campo scuola lungo ben 2 km, con di fronte una vista superba verso il paese di San Vigilio e la piramide dolomitica del Sasso Putia. Ma a San Vigilio, c’è una sorpresa: siamo ai piedi del Plan ma il comprensorio non finisce! Si sorvola il paese con una telecabina che porta su un altro versante ancora, quello del Piz de Plaies: da qui, a sua volta, scende un altro fiore all’occhiello, la pista Erta (in ladino vuol dire ripida), sede di tracciati di gare internazionali (FIS Coppa Europa): non dimentichiamo che questa è patria di Manfred Moelgg! Scollinando invece dal Piz de Plaies verso la Val Badia, si scopre invece un ennesimo gioiello: la pista Piculin – decisamente ‘nera’ – che conduce a Piccolino: vuol dire poter raggiungere Pedraces, La Villa… e tutto il circuito del Sella Ronda (dopo un tratto in skibus tra Piccolino e Sompunt)! In pratica, da Brunico potreste arrivare sci ai piedi alla Marmolada in un giorno solo (ma per ritornare in tempo dovrete essere davvero veloci!).

Ma attenzione: area vacanze Plan de Corones – Val Pusteria non è solo sci: vuol dire ‘benessere globale’ per tutti, per tutte le età. E quindi shopping, relax, passeggiate, slittino, sci di fondo, slitte e cavalli… e sport ancora più dinamici.

Il territorio del Plan de Corones

13 località nel cuore della Val Pusteria compongono assieme un’attraente e articolata offerta per le vacanze. Complementari e ben integrate tra loro, ciascuna con la sua identità, esse sono: Brunico-Perca, San Vigilio di Marebbe, Valdaora, San Lorenzo, Valle di Casies- Monguelfo- Tesido, Falzes, Rasun in Valle Anterselva, Chienes, Terento, Gais-Villa Ottone e San Martino in Badia. La zona del Plan de Corones risponde così alle diverse esigenze di tutti. Posticini tranquilli per ritemprarsi nell’aria salubre e nel paesaggio innevato – innumerevoli possibilità per chi voglia riportare a casa impressioni nuove, come per chi cerca soltanto tranquillità – per gli sportivi, che amano vacanze attive e l’avventura – per gli amanti dell’arte, che vogliono indagare nella multiforme storia di questa terra di castelli, chiese, dimore e masi -per gli amanti della natura, che possono scoprire zone incontaminate.

Ora lasciamo parlare i numeri. La Val Pusteria ha una superficie di 2.071 km² che corrisponde al 28% della Provincia di Bolzano. Gli abitanti sono ca. 68.000. Solo il 25% della superficie si trova ad un’altitudine compresa fra i 500 ed i 1.000 m. Oltre la metà si trova fra i 1.000 e i 2.000 m, il resto è ancora più in alto. Ciò significa: molti pendii, moltissimo bosco (valle verde + aria buona), zone montane e ghiacciai.

La montagna più alta è il Gran Pilastro, 3.556 m, lungo il principale spartiacque alpino; la più famosa è il Plan de Corones.

Agricoltura, artigianato, commercio e turismo sono le principali occupazioni degli abitanti. Molto si è conservato dell’antica tradizione contadina. Il maso contadino pusterese è o un maso appaiato, in cui abitazione e fienile sono separati ma vicini, o un maso unico in cui, come già dice il nome, le due funzioni sono sotto lo stesso tetto. Grandi e tipici masi pusteresi con forni per il pane e granai emergono dai boschi e fanno da cornice alla valle.

Il fascino della Val Pusteria sta nei contrasti. Da un lato le Dolomiti, dall’altro i massicci granitici delle Alpi centrali. Colline e pendii boscosi. Romantici altipiani soleggiati, fantastiche passeggiate nella rete escursionistica dei tanti sentieri da cui si ammirano baite e masi, castelli pittoreschi, chiese solenni e graziose cappelle. In più, ottima gastronomia, campi da tennis, piscine, scuderie, percorsi ginnici, palestre, poligoni di tiro, minigolf, palestre di roccia, piste per le bocce …

E’ vero, tutto ciò si trova ovunque: un bel paesaggio, il cielo azzurro, le montagne e l’ospitalità non si trovano certamente solo qui. Ma l’offerta ricettiva è ampiamente articolata e spazia dalla pensioncina a gestione familiare all’appartamento per vacanze, dall’albergo tradizionale all’hotel di lusso ed è quindi in grado di soddisfare tutte le esigenze e tutti i portafogli.

recensione offerta dall’ente turistico Plan de Corones

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