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Ecco perchè non è ancora stata preparata la parte bassa dell’Ursus Snowpark

Ecco perchè non è ancora stata preparata la parte bassa dell’Ursus Snowpark

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle Funivie di Campiglio.

Per essere costruita, la parte bassa di Ursus Snowpark necessita di un enorme quantitativo di neve (quasi 200.000 metri cubi!) che non può essere prodotta interamente e in tempi brevi dal pur efficiente sistema di innevamento programmato delle Funivie di Madonna di Campiglio.

La conformazione morfologica del terreno su cui “appoggia” lo snowpark nella parte bassa, tipica delle zone dolomitiche, è particolarmente accidentata e ricca di irregolarità che vanno livellate e rese omogenee riempiendo i buchi e i vari avvallamenti presenti. Per fare questo, ogni anno a inizio inverno, i mezzi battipista movimentano enormi quantità di neve che deve per forza cadere dal cielo durante i mesi autunnali.

La quantità di neve che serve per preparare la base su cui appoggiano i terrazzamenti che ospitano le varie strutture, è addirittura superiore alla quantità di neve che serve per preparare le piste dell’intero versante del Grostè. Per fare un esempio, solamente per gli atterraggi dei 4 salti che formano la linea “Large”, i metri cubi di neve utilizzati sarebbero sufficienti per innevare la pista “Corna Rossa” e parte della “Graffer”! Del resto quest’inverno, per innevare completamente le piste in zona Grostè sono stati prodotti 160.000 metri cubi di neve.

 

Queste indicazioni aiutano a comprendere meglio come questo inverno, a inizio stagione, non sia stato possibile preparare il terreno per colpa di un periodo di totale mancanza di precipitazioni che è stato definito dagli esperti della provincia di Trento, come “uno dei periodi più secchi mai osservato”. Anche ad oggi, che finalmente la neve in quota è arrivata, quella che si è depositata al suolo senza essere portata via dal vento, non è ancora sufficiente per preparare il fondo con i mezzi battipista senza provocare danni ai mezzi stessi, al terreno sottostante, e, soprattutto, garantire una buona e sicura usabilità ai tanti frequentatori dello snowpark.

 

Viene da chiedersi come mai, se il problema è l’irregolarità del terreno, esso non venga livellato artificialmente durante la stagione estiva grazie all’uso di ruspe ed escavatori come è stato fatto per la maggior parte delle altre piste presenti nel comprensorio. Il problema è che Ursus Snowpark si trova in cima al Grostè, in un’area di particolare pregio ambientale e di rara bellezza naturale, compresa all’interno della Z.S.C. (Zona Speciale di Conservazione) “Dolomiti di Brenta”, nonché nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta: si tratta infatti di un ambiente dolomitico di particolare pregio, riconosciuto recentemente come Patrimonio Universale dall’Unesco, nel quale non è possibile ottenere le necessarie autorizzazioni per eseguire sbancamenti, movimenti terra e livellamenti del terreno.

 

I problemi derivanti dalla mancata preparazione del terreno su cui appoggia la parte bassa di Ursus Snowpark sono sempre stati a conoscenza di Funivie Madonna di Campiglio Spa, la quale, più volte, ha richiesto le necessarie autorizzazioni per livellare il terreno, anche solo in parte: autorizzazioni mai ottenute per i motivi precedentemente illustrati.

Anche senza la possibilità di sistemare il terreno e grazie al fatto che l’area del Grostè risulta essere particolarmente nevosa, Ursus Snowpark è sempre stato realizzato soprattutto con la neve naturale che a 2500 metri di altezza solitamente non manca mai: purtroppo, per la prima volta, questo inverno le Funivie e i responsabili dello snowpark si sono ritrovati in una situazione inaspettata mai verificatasi prima d’ora. Ciononostante, la parte alta dello snowpark, grazie alle caratteristiche del terreno più adatte ed alla neve che è stato possibile produrre, è stata regolarmente aperta come da progetto a partire da metà dicembre ed è ora in fase di ampliamento.

 

Quali possibili soluzioni per evitare il ripetersi di questa situazione?

Partendo dal presupposto che la totale mancanza di precipitazioni da fine ottobre a inizio gennaio sia stato un evento di eccezionale rarità che si spera non si verifichi più, una possibile soluzione al ripresentarsi di questo fenomeno potrebbe essere quella di spostare completamente Ursus Snowpark in un altro versante del comprensorio di Madonna di Campiglio, come, ad esempio, nella zona di Pradalago dove attualmente è presente Mini-Ursus. Spostare il park da 2500 a 2000 metri di quota comporta però delle altre problematiche, quali, ad esempio, l’impossibilità di aprire a fine novembre in concomitanza con l’apertura delle piste e la possibilità di dover chiudere anticipatamente a causa della minore altitudine e della diversa esposizione delle strutture stesse.

La scelta di mantenere Ursus Snowpark in cima al Grostè è invece supportata dai dati statistici che dimostrano come da quando è nato Ursus, nell’anno 2000, la neve a inizio stagione a 2500 metri di quota non è mai mancata: quella di quest’anno è stata una condizione estrema dalla frequenza alquanto rara e implicazioni economiche ed ambientali ben più gravi.

Le Funivie di Madonna di Campiglio Spa continuano e continueranno a credere e ad investire nello snowpark e nel settore Freestyle, come del resto dimostrano i recenti acquisti del nuovo mezzo battipista “PB400 Park Pro 4F” dedicato solamente allo snowpark, ed alla realizzazione “home made” di 6 nuove strutture rail. L’obbiettivo è quello di offrire ogni anno un servizio sempre migliore con le caratteristiche di qualità e sicurezza che denotano l’intero comprensorio sciistico ai piedi delle Dolomiti di Brenta.

Rimane la volontà da parte delle Funivie e dei responsabili di Ursus Snowpark, di preparare la parte bassa, o parte della stessa, appena le condizioni di innevamento lo permetteranno.

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