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Il riscaldamento globale ucciderà il turismo sciistico in 30 anni

Il riscaldamento globale ucciderà il turismo sciistico in 30 anni

Il riscaldamento globale sta distruggendo tutti i ghiacciai e del mondo, soprattutto quelli Alpini.

Un problema che i grandi del mondo stanno discutendo da tanto tempo, di cui se n’è parlato e se ne parla molto ma in pochi fanno qualcosa.

Qui sotto trovate un video di current tv della durata di 40 minuti dove si parla della fusione dei ghiacciai alpini dagli inizi del XX secolo e degli scenari previsti per il futuro.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento della temperatura di circa 1,2 gradi centigradi che hanno portato alla fusione di milioni di metri quadri di superficie glaciale con un grandissimo danno ambientale.

Lo scioglimento dei ghiacciai alpini significa la riduzione delle risorse idriche Italiane, un danno strutturale delle nostre montagne (crolli, frane ecc) ed un danno economico non indifferente soprattutto sotto il profilo turistico.

Il rilevamento documentato nel video di Current TV mostra come, in un solo anno, un ghiacciaio valdostano a quota 3100 metri abbia perso ben 7 metri di spessore!

Spessore che non viene recuperato nemmeno negli inverni più nevosi come quello del 2008/09.

Se fino ad oggi la situazione la situazione è stata critica i futuri scenari non hanno nulla da invidiare ai testi apocalittici.

Nel corso di 40 anni potrebbero sparire tutti i ghiacciai Alpini, anche quelli alle quote più alte (vedi Monte Bianco), in ogni caso entro il 2010 sulle Alpi non si troveranno più ghiacciai perenni.

Entro il 2050 i ghiacciai Alpini a quota 4000 metri potrebbero diventare delle semplici lingue di ghiaccio…

Impatto sul Turismo

Il rialzo termico e la conseguente scomparsa dei ghiacciai porterebbe dei danni economici incredibili per il turismo montano, soprattutto per quello invernale.

L’innalzamento della temperatura di 2-3 gradi porterebbe ad un innalzamento della quota delle nevicate escludendo di fatto tutte le località sciistiche alle quote più basse.

Ci troveremmo costretti a sciare solo nei comprensori superiori ai 2000 metri e più, con danni economici mostruosi per tutto il comparto turistico del 80% delle Alpi.

Come ben sapete non sono tanti i comprensori che possono vantare una partenza degli impianti a quote alte soprattutto se parliamo di valori intorno ai 2000 metri. Le uniche località salve temporaneamente sarebbero Livigno, Cervinia ed altre poche località sciistiche ad Alta Quota.

Il documentario dimostra come il riscaldamento stia già incidendo in modo considerevole sul turismo e delle testimonianze ancora più vicine ce le abbiamo se pensiamo allo stop dello sci estivo su Marmolada e Monterosa.

Si parla di una prossima chiusura dello sci estivo in Val Senales e sul Ghiacciaio Presena.

Alcune località, soprattutto in Lombardia, sono corse ai ripari utilizzando speciali teli geotermici che consentono di riflettere la luce del sole e quindi ritardare la fusione dei ghiacci.

Come dimostrato lo scioglimento dei ghiacciai è legato alle emissioni di Gas serra e proprio per contrastare queste emissioni sono state investite parecchie risorse finanziarie per la creazione di fonti di energia ad impatto zero (fotovoltaico, eolico ecc).

L’Italia è uno dei paesi meno progrediti sotto questo punto di vista soprattutto se paragonato con i nostri vicini, austria e Germania e bisogna lavorare ancora tanto.

Se non ci sarà una svolta decisiva entro 30 anni ci ritroveremo a sciare solo sul neveplast…

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