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ICEHOTEL 37 apre l’11 dicembre: come nasce l’albergo di ghiaccio

Bosco innevato, chalet e piste illuminate in un paesaggio della Lapponia
Paesaggio invernale a Levi, nella Lapponia finlandese. Foto d’archivio MondoNeve utilizzata a titolo illustrativo.

A Jukkasjärvi, nella Lapponia svedese, si prepara una nuova edizione dell’albergo stagionale. Dodici suite d’artista prenderanno forma nel ghiaccio raccolto in primavera e conservato durante l’estate.

ICEHOTEL 37 aprirà l’11 dicembre 2026 a Jukkasjärvi, vicino a Kiruna, nella Svezia settentrionale, in Lapponia. A poco più di un mese dall’inaugurazione, gran parte del materiale con cui sarà costruito l’albergo è già pronta: circa 2.000 tonnellate di ghiaccio del fiume Torne, raccolte in primavera e custodite al freddo durante l’estate.

Il cantiere della nuova struttura stagionale comincerà a metà novembre; gli artisti arriveranno verso la fine del mese per trasformare i blocchi nelle camere e negli ambienti comuni. L’edizione 37 comprenderà dodici art suite, oltre alle camere di ghiaccio, alla sala principale e a quella delle cerimonie, su una superficie prevista di circa 2.800 metri quadrati.

L’appuntamento di dicembre segna la nascita di un edificio nuovo. Con il ritorno della primavera il ghiaccio della parte stagionale si scioglierà e tornerà al fiume; il progetto dell’inverno successivo ripartirà da altre forme, altri disegni e altri blocchi conservati nei magazzini.

Il ghiaccio viene dall’inverno precedente

La preparazione comincia molti mesi prima dell’arrivo degli ospiti. In primavera, quando il Torne è ancora gelato, vengono tagliati grandi blocchi, che possono pesare fino a due tonnellate. Il deposito refrigerato consente di conservarli oltre il disgelo e durante l’estate, rendendoli disponibili quando riparte la costruzione.

Per le strutture dell’albergo si utilizza anche lo snice, una miscela di neve e ghiaccio impiegata per pavimenti, pareti e soffitti. Le volte prendono forma attorno a grandi stampi: una volta che il materiale si è consolidato, gli stampi vengono rimossi e rimangono gli archi che sostengono gli ambienti. All’interno di questa struttura, scultori e progettisti possono lavorare i blocchi del Torne e costruire le singole scene.

L’idea nacque nel 1989, quando alcuni visitatori trascorsero la notte nell’Arctic Hall, una galleria costruita a Jukkasjärvi con neve e ghiaccio. L’albergo ha conservato questa origine: le camere rimangono anche spazi espositivi, aperti alle visite durante il giorno.

Le nuove suite, dai pinguini a un tuffo immaginario

I progetti del 2026/27 sono già stati presentati, mentre le camere devono ancora essere realizzate. I disegni mostrano perciò ciò che gli artisti intendono costruire nelle prossime settimane, con il lavoro sull’illuminazione che accompagnerà quello di scultura.

Una delle nuove stanze sarà The Emperor Suite, firmata da Dennis e Michelle Taylor. Il progetto porta nell’Artico svedese un paesaggio antartico: una colonia di pinguini imperatore, con riferimenti al monte Erebus, alla barriera di Ross e ai Monti Transantartici. La luce è pensata per richiamare un sole basso sull’orizzonte. Saranno quindi le forme e l’illuminazione, oltre al freddo della camera, a costruire l’ambientazione del soggiorno.

Il tema dell’acqua ritorna in The Cold Descent, di Edmund Chan e Tan Taitien, ma con un’immagine diversa: quella di un tuffo in piscina. È il riferimento visivo della suite, che cercherà di restituire l’impressione di trovarsi sott’acqua attraverso il ghiaccio e i toni blu. Chan lavora come scultore del ghiaccio, mentre Taitien realizza professionalmente carta a mano a Singapore: nella progettazione delle camere si incontrano così autori abituati a materiali e tecniche differenti.

La notte nelle camere di ghiaccio e la differenza con ICEHOTEL 365

Nelle camere fredde la temperatura è di circa cinque gradi sottozero. Il letto ha una struttura di legno con materasso, cuscini e pelli di renna; agli ospiti viene fornito un sacco a pelo adatto alle basse temperature. Il ghiaccio forma l’ambiente e gli elementi scolpiti della stanza, mentre per bagagli, servizi e docce ci si appoggia al Riverside, l’edificio riscaldato che serve la parte stagionale.

Di giorno le suite sono visitabili come una galleria. La sera tornano a essere camere, con l’organizzazione del pernottamento e le istruzioni fornite agli ospiti prima di ritirarsi. È questa alternanza fra visita e soggiorno a permettere di conoscere l’hotel anche senza trascorrervi una notte.

Accanto all’edizione invernale si trova ICEHOTEL 365, la struttura refrigerata aperta tutto l’anno. Occupa circa 2.100 metri quadrati e ospita diciotto suite tra art e deluxe, oltre all’Icebar e agli spazi espositivi. Il suo impianto mantiene il freddo anche nei mesi estivi, con il contributo dei pannelli solari installati sul complesso.

Le due parti seguono dunque calendari diversi. L’11 dicembre sarà inaugurato ICEHOTEL 37, costruito per l’inverno 2026/27 e destinato al disgelo primaverile; nel 365 le camere di ghiaccio rimangono disponibili anche quando il Torne torna a scorrere libero.

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