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Tenere Chiusi gli Impianti è veramente la Soluzione più Sicura?

Tenere Chiusi gli Impianti è veramente la Soluzione più Sicura?

Iniziamo con una serie di premesse fondamentali per affrontare la lettura di questo articolo:

L’articolo vuole essere uno spunto di riflessione e non ha alcun intendo di indicare una linea decisionale, non vogliamo minimamente sostituirci al grande lavoro ed alla grande professionalità dei virologi, medici, staff sanitario ecc. Comprendiamo la difficoltà del momento e delle difficili scelte che si stanno prendendo.

L’autore di questo articolo ha vissuto il Covid in prima persona nella prima ondata, e non in modo asintomatico. “Pochi giorni dopo Pasqua sono stato ricoverato in ospedale a Bolzano e ci sono rimasto per circa 2 settimane dove sono stato accompagnato dall’ossigeno e relative terapie. Fortunatamente tutto risolto per il meglio.” C’è quindi la consapevolezza che questo virus puo’ colpire chiunque e portare a gravi conseguenze.

Fatte le dovesore premesse Iniziamo:

In queste ore Alpi ed Appennini sono stati sommersi dalla neve come non accadeva da molto tempo ad inizio dicembre, nevicate abbondanti concentrate in periodi brevi di tempo. Queste nevicate hanno portato da zero a 2 metri di neve oltre i 2000 metri ed hanno imbiancato con spessori di neve differenti tutte le vallate superiori ai 900 – 1000 metri.

Questo evento straordinario ha creato anche enormi disagi come frane e slavine in molte zone di montagna che ancora in queste ore stanno affrontando le svariate conseguenze.

Nelle prossime ore si tornerà alla normalità ed uscirà nuovamente il sole a baciare i pendii abbondantemente innevati.

Come sempre però la natura ha i suoi ritmi, la neve avrà bisogno di assestarsi, tuttavia siamo prossimi ad un weekend.

Impianti Chiusi? Escursionisti improvvisati

In una situazione pre covid il weekend del 12/13 dicembre avrebbe visto sicuramente l’apertura di massa delle stazioni sciistiche ed il tutto esaurito sulle piste da sci. Ora la pandemia invece ci costringe giustamente a dover fare i conti con il virus, ma quanti sapranno resistere?

Le foto delle Alpi Abbondantemente innevate, il richiamo della neve e delle montagne rischiano di essere più forti di DPCM e Buon senso che inviterebbero a rimanere a casa.

Mentre i bollettini valanga segnano e segneranno nel weekend il rischio più elevato, mentre gli esperti alpinisti mettono in guardia sui rischi di escursioni improvvisate, c’è da star certi che la massa di sciatori probabilmente si riverseranno comunque in montagna.

Il rischio è di trovarsi con tanti aspiranti Sci Alpinisti, tanti aspiranti escursionisti d’alta montagna, tanti aspiranti “Messner” non in grado di valutare le condizioni di sicurezza e le proprie capacità.

Il mix tra alto rischio valanghe ed inesperienza potrebbe portare a numerose richieste di soccorso nel weekend con conseguente rischio di saturare il soccorso alpino, mettendo a rischio gli stessi soccorritori e rischiando di non trovare posto in ospedale ora già full per il covid.

Piste e sicurezza

Le piste da sci come sappiamo sono un terreno modellato su misura per garantire divertimento ed il maggior grado di sicurezza, l’apertura di una pista viene dopo una adeguata preparazione e messa in sicurezza. Il rischio valanghe è di molto inferiore a quello “in campo aperto” dove la massa di neve non viene vincolata in alcun modo.

E’ vero che ogni anno sono centinaia i casi di incidenti sugli sci anche in pista (che contribuiscono a mettere sotto pressione gli ospedali) tuttavia sulle piste da sci possono essere presenti le forze dell’ordine ed i soccorsi, che mitigano il rischio. Difficile pensare ad un controllo se lo stesso numero di persone si disperde nella vastità del territorio montano.

Regole Ferree

Probabilmente l’apertura impianti con l’applicazione di regole feree avrebbe consentito di scaricare un po’ di peso sulle stazioni sciistiche e controllare parte delle persone che nei prossimi giorni si sposteranno in montagna.

Ora il rischio è quello di una debacle con numerosi interventi in alta montagna.

Appello

Probabilmente andiamo verso l’inevitabile almeno fino a quando il DPCM non costringerà tutti a non uscire dal proprio comune, è molto probabile che quello in arrivo possa essere un weekend molto difficile in montagna.

Noi restiamo con il dubbio indicato nel titolo “Tenere Chiusi gli Impianti è veramente la Soluzione più Sicura in Montagna?” ma invitiamo tutti a prendere atto che la montagna non è un parco giochi, che le condizioni fuori dalla pista sono completamente differenti e quindi vanno valutate attentamente sulla base di allerta (meteo e valanghe), e le proprie capacità ed esperienza.

Lo sci alpinismo non è lo sci in pista, le ciaspolate non sono semplici escursioni sui sentieri ed in un momento come questo conviene valutare attentamente se organizzare una gita in montagna.

Sicuramente vanno consultati nel dettagli i bollettini valanga e valutati attentamenti i percorsi da intraprendere.

Sperando che quanto prima i contagi e la pressione del virus diminuisca e si possa tornare a solcare anche le piste da sci in piena sicurezza per tutti.

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